Bonsai migliori: Guida alla scelta e alla cura con classifica e prezzi dei più belli

Il termine “Bon – sai” deriva dalla lingua giapponese e, tradotto in modo letterale, significa “piantato in un vaso”. Si tratta di un’arte che proviene da un’antica pratica orticola cinese, rivisitata in seguito ed inserita all’interno del buddismo zen giapponese.

La coltivazione del Bonsai viene praticata da più di un millennio. L’obiettivo è creare una rappresentazione realistica ma al contempo miniaturizzata delle fattezze e delle forme di un albero. Da sottolineare come tutte le specie di alberi possano essere utilizzate per questa coltivazione, dato che i Bonsai non sono piante geneticamente nane.

Cosa sono i Bonsai?

Nella maggior parte dei casi, i Bonsai sono piante che non superano il metro di altezza. Tale obiettivo viene solitamente raggiunto attraverso l’utilizzo di tecniche come la pinzatura delle gemme, la potatura ed un calibrato uso dei fertilizzanti.

Da notare come i Bonsai siano più facilmente realizzabili a partire da piante con le foglie piccole anche se, come già detto, tutte le specie vegetali dotate di un fusto legnoso possono essere coltivate in un vaso, limitandone quindi la dimensione dei radici e, di conseguenza, la quantità di nutrienti assimilati.

Bestseller No. 1
Zuzer 8 Rotoli Fili Bonsai Filo di Alluminio Anodizzato Filo in Alluminio Fili di Bonsai per...
  • [Materiali affidabili] Queste linee di bonsai sono realizzate con materiali in alluminio di alta qualità, che non sono facili da arrugginire o corrodere. Hanno una buona flessibilità ma sono forti....
Bestseller No. 2
Plant Theatre - Bonsai Trio, Kit per la Coltivazione di 3 Bonsai
  • Tutto il necessario per coltivare queste 3 alberi caratteristici bonsai in una scatola
Bestseller No. 3
Coltivare il proprio kit bonsai - Facilmente crescere 4 tipi di alberi bonsai con il nostro completo...
  • KIT DI AVVIAMENTO BONSAI - Tutto il necessario per far crescere 4 bellissimi alberi Bonsai: - Grow Buddha Coltivare il tuo kit di avviamento Bonsai contiene tutti gli elementi necessari per far...
Bestseller No. 7
Semi Bonsai rari con alta velocità di germinazione - Set di semi per il proprio albero bonsai (Mix...
  • IL TUO ALBERO BONSAI - Il tuo Bonsai! Oltre alle cinque varietà di semi di qualità con alti tassi di germinazione, il set include una scheda di semi corrispondente con informazioni su ogni varietà...

Come curare i Bonsai?

Cura dei bonsai

Partendo dall’idea che il mantenimento dei Bonsai sia più difficoltosa delle comuni piante da esterno, non c’è di che spaventarsi: esistono alcune regole di base che possono permettere a chiunque, esperti o meno, di prendersi cura dei propri Bonsai.

L’aspetto più importante nel mantenimento del Bonsai è, come facilmente prevedibile, l’annaffiatura: è impossibile stabilire con assoluta precisione quante volte un Bonsai debba essere annaffiato, in quanto ciò dipende da diversi fattori, come l’esposizione alla luce, la stagione considerata e la qualità del terriccio.

E’ tuttavia possibile capire in modo empirico quando e di quanta acqua la nostra pianta ha bisogno: per far ciò è necessario utilizzare le dita per capire quanto asciutto sia il terriccio, in quanto il Bonsai deve essere annaffiato solo quando quest’ultimo è un pò asciutto e non umido.

Consigliamo di utilizzare un annaffiatoio dotato di un soffione sottile, che impedirà al terriccio di spargersi ovunque e di continuare a bagnare finchè l’acqua non esce dai fori di drenaggio presenti nel vostro vaso. L’uso di acqua piovana è preferibile, ma qualora non fosse possibile, può andare bene anche quella proveniente dal rubinetto di casa.

Rimanendo sempre nell’ambito dell’annaffiatura, anche la qualità e la miscela del terriccio possono notevolmente influenzare la quantità e la periodicità con cui il Bonsai ha bisogno di acqua: bisogna tener presente che esistono in commercio delle tipologie di terriccio che trattengono maggiori quantità di acqua e la scelta deve essere ponderata in base al contesto climatico in cui si conservano le piante.

Un’altra attività fondamentale nella cura dei propri Bonsai è senza dubbio la concimazione, necessaria per garantire la sopravvivenza della pianta nella fase di crescita. Al contrario degli alberi, che posseggono grandi radici attraverso le quali assorbono le sostanze nutritive dal sottosuolo, i Bonsai sono piantati in piccoli vasi e traggono la maggioranza dei nutrienti proprio dai vari concimi e fertilizzanti.

I concimi contengono Fosforo, Potassio ed Azoto, in diverse percentuali a seconda della tipologia scelta ed ognuno di questi elementi ha differenti funzioni e conferisce alla pianta differenti caratteristiche: il Potassio, ad esempio, è il principale responsabile della crescita di frutti e fiori; l’Azoto aumenta la crescita delle foglie; il Fosforo si occupa della salute delle radici.

Ecco perchè conoscere il fertilizzante da utilizzare è fondamentale: a seconda del contesto climatico e delle necessità del Bonsai, si può preferire un tipo di concime rispetto ad un altro, anche se la scelta del fertilizzante deve tener conto anche di un altro importante fattore, ovvero della stagionalità della concimazione.

Durante l’autunno, ad esempio, si utilizza un concime in grado di rinforzare la pianta in vista dell’inverno successivo; nella stagione primaverile si usa un fertilizzante ad alta concentrazione di azoto, dato che il fine primo è quello di stimolare la crescita del Bonsai; durante l’estate, infine, la tendenza è quella di usare un concime in cui Azoto, Fosforo e Potassio si compensino in modo sostanzialmente equilibrato.

Abbiamo quindi capito che la fertilizzazione del Bonsai è un processo che ricopre l’intera stagione vegetativa della pianta, senza soluzione di continuità. E’ estremamente importante attenersi alle quantità di concime indicate, anche se talvolta è possibile un utilizzo più contenuto, nel caso in cui si voglia stabilizzare la crescita della pianta, anzichè stimolarla ulteriormente.

Un elemento spesso sottovalutato, ma che riveste un’importanza pari all’annaffiatura ed alla concimazione, è quello del rinvaso. Perchè si rinvasa un Bonsai? L’obiettivo di questo gesto è quello di impedire che la pianta riempia il proprio vaso di radici e che infine muoia per la scarsità di sostanze nutritive. Il rinvaso ha quindi il compito di fornire il Bonsai dei nutrienti di cui necessita per crescere e sopravvivere.

Capito come il rinvaso sia un’attività fondamentale nel ciclo vitale di un Bonsai, è fondamentale capire ogni quanto esso debba essere fatto. La risposta non è univoca, in quanto anche qui, come nel caso dell’annaffiatura e della concimazione, dipende da diversi fattori. Il primo di questi è la dimensione del vaso. Il secondo dipende dal tasso di crescita della pianta: quelli a crescita lenta necessitano di un rinvaso una volta ogni tre – cinque anni, mentre quelli a crescita rapida devono essere rinvasati una volta all’anno, massimo ogni due.

Non esiste comunque un intervallo di tempo preciso e determinato: è fondamentale quindi prestare attenzione alla crescita del Bonsai e rinvasarlo quando l’apparato radicale della pianta si è troppo sviluppato.

Il rinvaso è un’operazione che tendezialmente va fatta in primavera, nella stagione in cui l’albero deve ancora iniziare la propria fase di crescita, permettendo altresì che i danni arrecati alle radici abbiano tempo e modo di ripararsi.

L’ultimo argomento da trattare riguardante la cura ed il mantenimento della pianta e che andrà poi a collegarsi ai paragrafi successivi è quello relativo alla collocazione del Bonsai.

La decisione sul dove posizionare la propria pianta può essere difficile, in quanto i fattori da considerare sono molteplici e svariati.

Di base, è possibile affermare che le piante da interno debbano essere collocate in luogo luminoso ( da tenere a mente che alcune preferiscono un’esposizione diretta al sole, altre solo parziale ) e con una temperatura costante.

Le piante da esterno necessitano altresì di un luogo luminoso e di un’esposizione alla luce per circa metà giornata, al riparo dal vento.

Bonsai da interno: Caratteristiche, prezzi e cura

Bonsai da interno

Una credenza comune ma sbagliata è che i Bonsai debbano essere collocati in spazi interni. La realtà dei fatti è che, invece, queste piante andrebbero posizionate in ambienti esterni in modo che possano essere esposti a tutte le diverse stagionalità, come accade per gli alberi in natura.

Esistono tuttavia delle categorie delle piante che possono essere mantenute in ambiente esterno: si tratta di piante tropicali e sub – tropicali, che necessitano di temperature stabili ed alte per tutto il corso dell’anno.

La pianta più comune e più facilmente conservabile in ambiente domestico è sicuramente il Ficus Bonsai, la cui caratteristica principale è quello di essere resistente e tollerante a percentuali basse di umidità.

La ragione per cui le altre tipologie di Bonsai (quelle non tropicali e sub – tropicali, per intendersi) non possono essere mantenute all’interno è che le piante abituate a vivere in climi miti necessitano di un periodo di letargo, collocato nella stagione invernale: in questa fase si conclude il ciclo di crescita iniziato in primavera e la pianta si prepara al prossimo ciclo. La crescita si ferma quando la temperatura e la luce diminuiscono in un periodo prolungato, cosa impossibile da realizzarsi all’interno di un contesto domestico.

La cura ed il mantenimento di un Bonsai da interno presenta delle peculiarità estranee a quelle tipiche delle normali piante. La ragione principale è che i Bonsai, come già detto, sono piantati in vasi di piccole dimensioni ed hanno quindi a disposizione una quantità di acqua e sostanze nutritive relativamente scarsa.

Ecco i fattori più importanti nella cura di un Bonsai da interno:

  1. Umidità: la pianta necessita di un tasso di umidità relativamente alto, solitamente più alto di quello normalmente presenti nelle nostre case. L’umidità può essere aumentata collocandolo su un piatto o su un vassoio riempito d’acqua oppure sottoponendolo ad un processo di nebulizzazione uno o due volte al giorno.
  2. Luce: un altro problema fondamentale è dato dal fatto che in ambiente domestico l’intensità luminosa è considerevolemente inferiore rispetto a quella in ambiente esterno: ciò porta ad una riduzione nella crescita della pianta, fino al suo indebolimento e, di conseguenza, alla morte. Il Bonsai deve quindi essere posizionato in un luogo luminoso, preferibilmente esposto su una finestra: se ciò non fosse possibile, si può ricorrere all’illuminazione artificiale, tramite l’uso di lampade fluorescenti, ad esempio.
  3. Irrigazione e Concimazione: il Bonsai non ha bisogno di intervalli regolari di irrigazione e concimazione. E’ fondamentale un monitoraggio continuo della vostra pianta, che deve essere bagnato e concimato solo quando è necessario.
  4. Temperatura: l’ultimo, ma non meno importante, fattore da considerare nella collocazione di un Bonsai in ambiente domestico è quello relativo alla temperatura. Gli alberi tropicali necessitano di temperature elevate durante tutto l’anno, più o meno equiparabili a quelle delle nostre case.

I Bonsai sub – tropicali, invece, possono sopravvivere in ambienti leggermente meno caldi e prosperano solitamente in presenza di una stagione invernale con temperature al di sotto di quella media nelle nostre case.

Il consiglio generale è quello di collocare i Bonsai da interno all’aperto nel periodo che va da fine aprile – inizio maggio fino alla fine di settembre, purchè siano al riparo da un’esposizione diretta al vento ed ai raggi solari; nei restanti mesi vanno collocati in stanze calde, anche in questo caso in posizione luminosa ma al riparo da vento e dai raggi del Sole.

Parlando di prezzi, è necessario premettere che i Bonsai non sono nè economici nè si trovano ovunque: possono infatti partire da un prezzo minimo di poco inferiore ai cento euro, giungendo a costarne anche cinquemila.

I Bonsai più cari sono quelli ricavati da piante secolari ma non è solo l’età della pianta a fare la differenza: un pò come nel settore della moda, più il creatore del Bonsai è noto, più il prezzo di conseguenza sale.

Il mercato dei Bonsai in Italia è ancora un settore di nicchia, ma comunque in espansione continua, nonostante i costi di alcuni esemplari, come l’olivo Bonsai, siano davvero proibitivi, sfiorando i quattro/cinquemila euro.

Tuttavia, le soluzioni per risparmiare all’acquisto di una pianta Bonsai ci sono.
Innanzitutto, il primo consiglio è quello di comprare delle piante facili da coltivare, poco esose a livello di concimazione ed annaffiatura: si tratta di una scelta che combina l’economicità all’eventuale inesperienza di chi acquista il Bonsai.

Ricordiamo come sia possibile reperire alcuni esemplari presso i mercatini e le fiere locali, direttamente da appassionati di Bonsai: trattandosi di contrattazioni tra privati spesso accade che i prezzi scendano in maniera drastica ed è quindi più facile accappararsi un’occasione, anche per pochi euro. Per maggiori informazioni sulla location, sulla durata e sulla periodicità di questi mercatini e fiere, spesso non facili da scovare, sono disponibili sui migliori siti e forum di settore, nonchè nelle associazioni di appassionati di Bonsai.

Come detto in precedenza, la fascia di prezzo di un Bonsai è estremamente ampia. Passiamo quindi ora ad indicare alcuni prezzi per ciascuna specie esistente in commercio.

La differenza di prezzo, spesso sensibile tra una pianta e l’altra, dipende in primo luogo dallo stile e dalla forma della pianta.

Si parte con l’alberello di Piracanta che, con un costo di circa trenta euro, risulta il più accessibile sul mercato, seguito dall’albero di mandarino, con un prezzo appena superiore, attorno ai quaranta euro.

Salendo leggermente si può reperire un alberello di acero al prezzo di circa ottanta euro, mentre un Bonsai di pino può arrivare a costare fino a centoventi – centocinquanta euro.
Attorno ai duecento – duecentoventi euro è possibile reperire un esemplare di olmo giapponese.

Salendo in maniera sensibile, incontriamo i Bonsai di acero tridente e di azalea, i cui prezzi si attestano rispettivamente sui cinquecento e cinquecentosettantacinque – seicento euro.

Gli alberelli con la chioma verso l’esterno possono arrivare a costare anche più di seicento euro, con un massimo attorno ai settecento.

  • Dove acquistare i Bonsai da interno?

Come ormai avrete potuto capire, il modo più semplice è quello di comprarli presso i vivai specializzati ed i garden center, seguiti dai mercatini e dai siti di annunci specializzati.

Se la vostra prerogativa è quella di salvaguardare il vostro portafogli, suggeriamo di recarvi presso i pochi mercatini o fiere locali, dove potrete trovare qualche buona occasione, oppure nei forum del settore.

Un consiglio per i bonsaisti più esperti può essere quello di acquistare un prebonsai: si tratta di piccole piante giovani che nascono e vengono coltivate nei vivai tramite operazioni di semina, margotta o talea.

In questo caso, i prezzi sono decisamente più contenuti, con la possibilità di acquistare una piantina ad un costo inferiore ai dieci euro: tuttavia, è necessario tenere in considerazione che quando si parla di prebonsai ci si riferisce ad una fase primitiva del Bonsai e che quindi è necessario aspettare parecchio tempo, talvolta anche anni, per poter avere un Bonsai nella sua forma completa.

Prezzi e caratteristiche dei Bonsai da esterno:

Bonsai da esterno

Quando si parla di bonsai da esterno ci si riferisce a degli alberi in vaso che hanno bisogno di cure similari a quelle dedicate ai normali alberi da giardino.

Nella categoria dei bonsai da esterno rientrano le latifoglie sempreverdi, le latifoglie decidue e le conifere, specie che si trovano a proprio agio in climi freddi. Queste tipologie di piante devono essere coltivati all’esterno di contesti domestici, in giardino preferibilmente.

Le specie da esterno più facili da coltivare ed, al contempo, più facilmente reperibili sul mercato sono gli olmi, i carpini, gli aceri, i ginkgo e le specie da fiore, come i rododendri e le azalee: queste ultime, in particolare, sono solitamente più robuste e offrono la possibilità di operare delle potatura con alte percentuali di riuscita.

Se siete alle prime armi con la cura dei Bonsai è meglio evitare, almeno inizialmente, abeti, pini neri, glicini e Bonsai da frutto, in quanto si tratta di piante che necessitano di cure particolari e costanti.

Detto che queste tipologie di Bonsai non possano essere collocati in ambienti domestici è opportuno scegliere una posizione che sia al riparo dai venti diretti e da un eccesso di raggi solari: un altro importante consiglio è quello di ruotare periodicamente il vaso, in modo che l’effetto del Sole possa agire in modo uniforme su tutta la superficie della pianta.

Ma come orientarsi per capire la resistenza del nostro Bonsai? Limitatamente al caso italiano, si può affermare con relativa tranquillità che nelle zone a clima continentale, caratterizzate da estati calde ed inverni freddi ( vedasi la Pianura Padana ) solo Bonsai autoctoni possono sopravvivere all’esterno per tutto l’anno, mentre le altre specie vanno protette dalle intemperie invernali e dalle escursioni termiche.

Esempi di queste piante sono rappresentati dal melo selvatico, dall’acero tridente e dal prugnolo.

Scendendo lungo la penisola, nelle zone più temperate del Centro Italia, la coltivazione esterna si applica a tutti i Bonsai locali, come il leccio ed il melograno, ma anche a quelli di derivazione nipponica. In caso di coltivazione di piante tropicali, sub – tropicali o mediterranee, sarà necessario prestare qualche accortezza in più, collocando gli alberelli in luoghi protetti, come, ad esempio, una serra.

Se, invece, vivete nel Sud Italia, posizionate all’esterno in particolar modo delle piante amanti dell’esposizione al sole e dei climi caldi come, ad esempio, il falso cipresso o il bagolaro asiatico.

Elencato in modo sommario i punti cardini del mantenimento e della cura dei Bonsai da esterno, andiamo ora ad analizzarli in maniera più approfondita.

Accennato dell’esposizione a vento e Sole, è bene parlare della temperatura: al fine di garantire il sostentamento della pianta, essa deve essere compresa tra i cinque ed i venticinque gradi, tenendo bene a mente che i Bonsai soffrono più le alte che le basse temperature.

Gli alberelli devono essere inseriti in vasi realizzati appositamente per Bonsai, così come deve essere anche il terriccio utilizzato. Come già sottolineato per i Bonsai da interno, è necessario rinvasare la pianta prima del risveglio vegetativo nella stagione primaverile, facendo al contempo una potatura dell’apparato radicale.

Una parte fondamentale nella sopravvivenza della pianta è quella riguardante l’attività di annaffiatura e, quindi, l’acqua. La regola di base è quella di annaffiare quando al tatto il terreno risulta asciutto: la tecnica più adatta è quella di immergere il vasetto per circa cinque – dieci minuti in un recipiente d’acqua, senza tuttavia che l’acqua copra il livello del terriccio. Un consiglio è quello di inserire un piccolo strato di argilla espansa nel vasetto, mantenendola costantemente umida.

Assolutamente vietato è bagnare in modo diretto la terra. L’attività di annaffiatura deve essere svolta anche in inverno: sicuramente con meno costanza ma prestando attenzione all’umidità del terriccio, soprattutto nelle giornate più ventose e calde.

Per quanto riguarda la concimatura, ripetiamo lo stesso discorso fatto per i vasi e la terra: utilizzare prodotti concepiti esclusivamente per i Bonsai. La concimatura è un’attività che va svolta dalla primavera all’autunno. Le eccezioni sono rappresentate dalle piante da fiore e da frutto, che devono essere concimate solamente la fioritura e la solidificazione del frutto.

Ma veniamo ora all’attività per cui i Bonsai sono così noti ed apprezzati in tutto il mondo: la potatura, tecnica fondamentale per conferire le forme tipiche a questi alberelli ma che, come scopriremo in questo paragrafo, il cui scopo non è esclusivamente ornamentale.

Un uso intelligente e consapevole della potatura è necessario a frenare e guidare la crescita della pianta, stimolandone altresì la germogliazione. Si comincia da una potatura detta di formazione, che permette l’eliminazione di rami superflui e, spesso, la sostituzione dell’apice della pianta. Questa operazione viene preferibilmente svolta alla fine della stagione invernale, in contemporanea al trapianto.

La fase successiva è quella nota come potatura verde e comprende lo sfoltimento di ulteriori rami superflui, i secondari e terziari, all’inizio della primavera, seguita a ruota dalla pinzatura, da svolgersi dalla primavera all’autunno, che consiste nel taglio della crescita più recente allo scopo di ottenere una densità nei rami corretta, e dalla defogliazione, svolta solitamente a fine estate.

Anche qui, come per i Bonsai da interno, arriviamo a parlare ora di prezzo e anche qui i costi variano a seconda della specie a cui appartiene la nostra pianta: si parte da una base inferiore ai cinquanta euro per un’ azalea giapponese per arrivare ai quattromila euro del carpino coreano, passando per i quattrocentocinquanta circa dell’olmo di corteccia di sughero e per i tremila euro del ginepro cinese.

Classifica con prezzi dei migliori Bonsai sul mercato:

Prezzi dei Bonsai

Concludiamo questo nostro viaggio alla scoperta del magico mondo dei Bonsai con la classifica dei migliori alberelli del 2020:

  • Bonsai di Ulivo:

Si tratta di una tipologia di pianta estremamente apprezzata dall’utenza, neofita o no, per via della sua durabilità e per la relativa poca cura di cui necessita per il suo sostentamento. Si presenta con foglie piccole, il che lo rende facilmente trasformabile in Bonsai.

La corteccia flessibile e sinuosa della pianta indica un maggior grado di invecchiamento ed un progressivo avvicinamento alla tipologia sempreverde, la cui caratteristica peculiare è quella di possedere un tronco massiccio nonostante le dimensioni ridotte.

  • Bonsai di Olmo Cinese:

il Bonsai qui proposto arriva ad una dimensione massima di venticinque centimetri e risulta estremamente popolare tra l’utenza proprio per le sue dimensioni ridotte, che lo rendono facilmente collocabile anche negli spazi più ristretti.

Si tratta di un prodotto facilmente riconoscibile soprattutto grazie alla peculiare curvatura del tronco ed è altresì caratterizzato da una chioma rigogliosa e da rami disposti in modo simmetrico.
Se a tutto ciò aggiungiamo un prezzo estremamente competitivo, non è difficile comprendere il grande successo che questo prodotto ha avuto nel corso del 2020.

  • Ficus di Ginseng:

FICUS GINSENG MINI IDEALE PER TERRARIUM, Pianta vera
  • Pianta VERA spedita come presente in foto

Il prodotto in questione è originario dell’Asia, la cui crescita è estremamente autonoma e veloce, che ben si adatta alla trasformazione in Bonsai, data la sua resistenza: la caratteristica più importante del Ficus Ginseng è proprio la sua adattabilità ai climi più diversi, potendo sopravvivere sia in condizioni di sole che di penombra.

Detto che il suo punto di forza è indiscutibilmente la comodità e la praticità, il contro è rappresentato dall’estetica: a livello puramente visivo, infatti, il Ficus Ginseng paga il conto rispetto ai rivali citati in precedenza, anche se il prezzo contenuto può far sopperire a questa mancanza.

  • Bonsai di Carmona:

Noto anche con il nome di Fukien Tee ( dal nome dell’area della Cina da cui proviene ). Questa tipologia di Bonsai si caratterizza per la fioritura di piccoli boccioli che emanano un piacevole profumo.

Il periodo della fioritura si estende nel corso dell’anno, portando successivamente anche alla formazione di piccole bacche che, tuttavia, non risultano essere commestibili.

Un altro vantaggio del Bonsai di Carmona è che non necessita di troppe cure: sarà sufficiente annaffiarla due – tre volte a settimana e collocarla all’aria aperta, esposta ai raggi solari.
Il prezzo, infine, risulta essere estremamente competitivo rispetto alla concorrenza.

  • Bonsai di Melograno Nano:

con un’altezza massima di venticinque centimetri, questo alberello si caratterizza per la presenza di piccoli frutti prodotti in specifici periodi dell’anno, anch’essi però non commestibili. Ne esistono di due categorie: sempreverde o semi – spogliante, ovvero che nel passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale perde le foglie.

Come nei prodotti citati in precedenza, questa tipologia di Bonsai viene estremamente apprezzato per il suo prezzo, relativamente basso, considerata anche la qualità generale della pianta.

Comments (No)

Leave a Reply